I vagabondi

Il mondo è bello perché è vario” si sente mormorare tra le vie del Paese quando passano i Vagabondi.

“Il mondo è bello perché é vario” bisbigliano i visitatori del mercato, e il tono è diverso a seconda del livello di comprensione, disapprovazione, curiosità o indifferenza del commentatore di turno.

I Vagabondi, però, sanno di fare questo effetto.

Coi loro vestiti variopinti, le scarpe tutte rotte e i capelli ingarbugliati, sanno di essere qualcosa fuori dall’ordinario, di non poter rientrare in nessuna delle categorie con cui le persone comprendono il Mondo.

E questo, agli uomini, fa sempre un po’ paura.

Eppure non è per nulla in cambio che i Vagabondi mendicano un po’ di gentilezza.

Appresso trasportano un misterioso sacco di juta, che aprono solo quando qualcuno si avvicina per usufruire dei loro servigi.

I Vagabondi, si sa, possiedono l’istinto di girare il mondo, e a furia di camminarvi, di appiccicarselo sotto alle suole, hanno tracciato una mappa parallela di geografie del cuore.

Chi si avvicina lo fa per affidare loro quei messaggi il cui peso, diverso da ogni altro, richiede un tempo diverso per giungere a destinazione.

Nel sacco ci sono le parole che sono impossibili da pronunciare: preghiere per le piccole cose importanti, richieste di riconciliazione, scuse per i tradimenti, segreti finalmente svelati, dichiarazioni d’amore impossibili e ogni altro pensiero che, nel salire dal cuore, rimane bloccato da un bruciante nodo alla gola.

Chi si rivolge ai Vagabondi, in fondo, sa di star affidando il proprio messaggio a una bottiglia nel mare.

Ma chi si rivolge ai Vagabondi, per un’intuizione inspiegabile, percepisce anche che quel suo messaggio arriverà a destinazione proprio quando il tempo sarà maturo, proprio quando il destinatario sarà pronto ad accoglierlo.

Per certe cose bisogna avere fede, e nessuno ha più fede di chi ha imparato ad affidarsi ogni giorno alle forze invisibili che governano il mondo.

E tu hai un messaggio da affidare ai Vagabondi?