Il fabbro

Il Fabbro scombina sempre le carte in tavola.

Chi si avvicina per parlargli non lo riconosce: non ha mani ruvide e braccia irsute, non un pelo di barba folta e ispida.

Gli attrezzi del suo mestiere non sono l’incudine e il martello e il fuoco di cui si serve non è del genere che brucia.

Il Fabbro che ha preso posto tra le bancarelle del mercato non è nemmeno un uomo e la gente che lo incontra fatica ad associarlo all’immagine efestina che in ogni angolo del mondo rappresenta la categoria.

Il Fabbro sorride, scombina le carte e ribalta i piani.

Le sue mani sono sottili e il suo sguardo è perspicace; stringe in mano una matita argentata con la quale, attraverso gesti lenti ed eleganti, forgia piccole chiavi di carta.

I manufatti che traccia hanno le forme più disparate: foglie di cavolo e di carota, tazze di porcellana, fiori secchi, gomitoli di lana, itinerari di viaggi possibili, bustine di the, scarpette di vernice, gonne plissettate, corna di cervo, ali di farfalla.

Queste chiavi, però, non servono né a chiudere né ad aprire.

Che scherzo è mai questo?

Il Fabbro sorride ed assume le sembianze di un giocoliere spensierato vestito a pois che, da bravo Artista, sparge polvere di stelle negli occhi mentre taglia il mazzo in due.

Cosa se ne fa la gente di chiavi a forma foglia di cavolo e di carota che non chiudono e non aprono?

Molto, a dire il vero, perché le piccole chiavi create dal Fabbro sono del tipo più importante.

…Ma in fondo sono un po’ Artista pure io, così quasi quasi scombino le carte e la risposta te la sussurro sotto forma di indovinello…

Le riponi nel cestello 
assieme a questo, questo e quello

Solo una porta sanno dire
ma non la attraversi per dormire

Nel luogo più caro ti conduce 
dove brilla sempre luce

E se mi chiedi: “dove?” ti rispondo:

Guarda bene, il tuo posto è proprio qui
i disegni dell’Artista te lo ricordano ogni dì

Scopri chi si cela dietro al Fabbro