La guaritrice

Forse l’ha portata una foglia, una foglia di bosco al profumo di balsamo il cui sapore è stato assaggiato solo dai cervi.

Oppure è sbocciata in un fiore, nella corolla della calendula, nella filigrana dell’alchechengio o nell’occhio del girasole (le api sanno di certo dirlo).

Magari è nata dalla rabbia del fiume, tra sassi e rocce muschiate, sorella di un salmone ribelle che ha deciso di nuotare verso il mare.

Chissà che invece non arrivi dal cielo, caduta da una stella in una notte d’estate.

La Guaritrice sorride, ignara del mistero che l’avvolge e che porta la gente ad attribuirle natali speciali.

Chi si rivolge a lei non lo fa perché in cerca di qualcosa, ma per una strana attrazione, un magnetismo, l’inspiegabile sensazione di poter trovare finalmente un rimedio a quel male inspiegabile – la malinconia – che tanto affligge i cuori sensibili.

La Guaritrice intuisce, ignara di essere accurata: conosce l’animo umano oltre alla sua anatomia, sa dove si nascondono le emozioni quando non vogliono manifestarsi, ha imparato che forma assumono le ossa quando sono afflitte da troppa tristezza o da troppa felicità. 

Ma ciò che consiglia, in questi casi, non è mai una cura a base di equilibrio -il più ingannevole tra i miraggi.

No. Le sue medicine sono infusi di bolle di sapone e stelle cadenti, canzoni di sirena, notti passate a guardare la luna, conchiglie, sale di mare, papaveri e nidi di rondine.

La gente si ferma e si domanda da quale foglia, quale fiore, quale fiume o quale stella provenga questa farfalla che si sente falena.
La gente presta ascolto ed è un coro di voci invisibili quello che canta alle sue orecchie.
La gente chiude gli occhi e finalmente si sente guarita.

Anche la Guaritrice chiude gli occhi, ma per ringraziare: tra le molte cose di cui è ignara c’è quella di poter curare, senza saperlo, con una cosa tanto semplice come il ricordare dov’è il qui ed ora.

Scopri chi si cela dietro alla Guaritrice