La chiesetta e la strada

A metà strada tra il bosco e il Paese, nel cuore di una piccola radura, c’è sempre stata una chiesetta con il tetto aguzzo e un piccolo campanile.

(Nessuno più ricorda chi l’abbia costruita, né quando né perché ma, come spesso capita, l’impossibilità di svelare segreti di tal fatta non impedisce di gustarne la bellezza).

Non c’è sempre stata, invece, la strada di asfalto grigio che ora la costeggia malamente, tagliando in due la radura e facendo apparire ancora più remota l’epoca in cui in Collina nevicava a ogni inverno e le lepri si addormentavano strette strette tra le radici degli alberi, in attesa del primo sole di primavera.

La strada, dicevamo, non c’era mai stata, perciò questa storia potrebbe avere inizio con il ricordo del giorno in cui al Signor Sindaco saltò in testa il grillò di costruirla…

…o con la cronaca degli inni al progresso che il Signor Assessore dell’Ufficio Strade e Grandi Opere evocò in una piazza gremita di nasi all’insù… 

…o, ancora, con il racconto di come le ruspe non ci misero molto ad arrivare, derubando la piccola chiesetta del suo ruolo di custode della radura.

Potrebbe avere inizio così… se solo ci fosse ancora una chiesetta di cui parlare.

Perché la chiesetta, dal canto suo, non ha gradito né i grilli del Sindaco, né gli inni dell’Assessore né -tanto meno- il lavorio delle ruspe, ed è accaduto che, in una mattina di una Primavera qualunque, abbia salutato la sua radura per sempre e se ne sia andata.

Così va il Mondo, così il Mondo va.

Nessuno più ha tempo di domandare a una piccola chiesetta se gradisce compagnia -e, nel caso, di che specie- ed ora nella radura c’è solo una strada di asfalto grigio che in pochi utilizzano…

…Ma a quei pochi non è sfuggito il prato fiorito di minuscole veroniche blu, comparso dalla sera alla mattina laddove prima sorgeva la chiesetta.

In fin dei conti, ciascuno rispetta la propria natura: il Sindaco di sognare, l’Assessore di eseguire, le ruspe di scavare e le chiesette di perdonare.