Rebecca

Cresciuta in una piccola fattoria tra galline e tacchini, a diciassette Rebecca anni aveva colto al volo l’occasione di vedere un po’ di Mondo: aveva avvolto in un piccolo fagotto i suoi averi più preziosi (uno scialle intessuto d’oro e una fotografia di Marlon Brando, per cui si sprecavano i sospiri) e si era unita a un circo di passaggio, senza più voltarsi indietro per trentacinque lunghi anni.

Di quello che è accaduto poi, nessuno sa dire con certezza: dei luoghi che aveva visto, dei deserti che aveva attraversato, delle foreste che aveva superato o dei segreti che aveva custodito, solo lei sapeva veramente.

Rebecca raccontava sempre le stesse storie, ma va detto che riusciva a farle sembrare ogni volta una storia diversa (l’episodio della corsa a cavallo per scappare dai briganti, per esempio, non si svolgeva sempre all’indomani dell’incontro con lo Scià di Persia…) sicché nessuno poteva dire con esattezza cosa fosse accaduto negli anni lontana dal Paese.

Comunque fosse andata la sua vita, il mistero più grande, su cui concordavano tutti, era solo uno: perché era tornata.

Se glielo chiedevi però, lei alzava le spalle e sorrideva.

Cè un tempo per il Mondo
ed uno per le galline.